Si è quel che si è o si è quel che si fa? Il Blog nasce per iniziativa di alcuni Avvocati che hanno voglia, tra l'altro, di parlare della vita e i suoi piaceri ... si fa per dire!!
![]()
Siamo gli Avvocangeli ... amiamo musica, cinema, teatro, romanzi, albe, tramonti, sole, pioggia, cielo, terra, mangiare, bere, ridere, piangere, leggere, scrivere ...
Avvocangelo Blondie, Avvocangelo Fab, Avvocangelo Ferla, Avvocangelo Moscarda, Avvocangelo Paola, Avvocangelo Stama ... per ora
# ... Federico Aldrovandi #
# ...Qualcosa è cambiato? #
# ...ROSSO VENEXIANO... #
# Avvocangelo Moscarda #
# Baccano #
# bellamiracconti #
# Blog Corn (già avVITAmenti) #
# bourbon - neolog #
# CAOS #
# CitySlicker #
# Diario Calcistico #
# Duecentomilaeuro #
# EL GIRAMUNDO #
# Fedek #
# Federica smack #
# Frammenti #
# Gonzo Report #
# Il blog della comunicazione politica #
# IL BLOG DELLA SIMPATIA #
# Il Blog delle Domande #
# Il tempo perso si conta o non vale? #
# KamiKaze Soul Inside & un pò Outside too #
# La Duchessa di Bloomsbury Street #
# La pietra d'acqua #
# Liberi pensieri nei flutti del web:) #
# Lorenzo in tempo reale #
# Maddy #
# magnoliablanika #
# MovieZone #
# MY LAND #
# Perduta Mente #
# Sally #
# SCATTO #
# Silvio con Noi #
# Superando la tempesta #
# the engineer (ovvero l'ingegnere) #
# TheBud #
# Un blog evanescente.#..
# UNA STORIA COI BAFFI #
# Virtualblog #
# [about:blank] #
* Aga
* bibbif
* diabolika
* gigliomarino
* Icekent
* ilmaciste
* Iperio
* LA STANZA DI DORA *
* mamminacara
* Struzzo nero
* TheHours
* Todomodo
* Trinity
Bastardi Dentro
Bel-Ami
C.I.C.A.P.
Cloud Appreciation Society
EarthCam London
Ig Nobel
Info.roma.it
Le Pagine delle Biblioteche di Roma
Luogocomune.net
Magnaromagna .... leggende metropolitane ecc.
neubautenstudio
Radio Rock
SitoZero
VirginRadio
Voyager
Web Cam Campania
Web Cam Italia
Web Cam Roma e Provincia
XL
Sono entrati nel mondo degli Avvocangeli & Demoni *loading* volte
Questo blog è un diario tenuto da più persone che viene aggiornato senza alcuna periodicità, pertanto non rappresenta una testata giornalistica nè altro prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001. Le immagini utilizzate sono di proprietà dei rispettivi autori e recuperate liberamente sul web. In caso di utilizzo improprio delle stesse, sarà sufficiente che l'avente diritto ci contatti e provvederemo a rimuoverle immediatamente. Inoltre va specificato che nomi, luoghi e fatti di storie ivi narrate sono frutto di pura fantasia dell'autore del post e ogni riferimento a persone e fatti reali è puramente casuale. I commenti e le affermazioni relative invece ai fatti di cronaca o di costume, nonchè agli avvenimenti politici che vengono espressi anche con linguaggio colorito e derisorio, sono ovviamente da considerarsi solo scritti satirici a libera fruizione da parte dei visitatori di questo blog e non hanno nessuna finalità politica, propagandistica, nè denigratoria. Il tutto, naturalmente, per chi non è abbastanza sveglio da capirlo da solo ...
- Imputato... perché ha ucciso sua moglie con cinque colpi di pistola? - Perché poi si è inceppata... [...] come in effetti è avvenuto, da Sergei che, a quel punto, ci avrebbe “svelato” di nuovo il Segreto
Così avrei dovuto fidarmi di questo Maurizio Zafon?
La lettera l’avevo scritta io … ne ero sicuro.
Così, ancora una volta, non avevo scelta.
Non avevamo scelta.
Anna mi sorrise e mi baciò teneramente sulle labbra.
- Siamo pronti – ci interruppe laconico Sergei.
Ci sedemmo sulle poltrone. Sergei ci fece una iniezione anestetica e ci addormentammo, tenendoci per mano. A questo punto mi ritrovai di fronte ad una lavagna vuota. Ero solo. Guardai dall’altra parte e vidi Anna …. Sola anche lei. La stanza era vuota, spoglia, fredda.
Iniziai a scrivere e disegnare su di una facciata della lavagna. Anna faceva lo stesso dalla parte opposta. Mi allontanai e guardando la lavagna fui colto da un senso di confusione mentale e dalla forte curiosità di sapere cosa aveva scritto Anna. Mi sporsi oltre la lavagna ma Anna non c’era più. Così andai a leggere ciò che lei aveva scritto.
Per poco ci rimasi secco.
Non potevo crederci.
Voci indefinite che chiamavano il mio nome mi distrassero.
Al mio risveglio vidi davanti a me Jack ed un vecchio uomo che, dopo pochi secondi, riconobbi senza problemi.
- Maurizio … Anna … figli miei, così avete pensato di tradirmi … di tenere per voi il Segreto … di non condividerlo con l’Umanità -
La flebile voce del Maestro era inconfondibile … il capo degli Avvocangeli era lì … davanti a me. Io mi sentivo un traditore. Ora sapevo tutto, non ero io il capo. Non era l’Avvocangelo Fab a comandare … il vero capo era il Ferla … il Grande Vecchio … era lui a voler svelare il Segreto. Mi ha sempre controllato, mi ha perso ed ora, alla fine era di nuovo lì ed io, traditore, ero al suo cospetto.
Non aveva mai capito la mia scelta di non parlare del terribile Segreto che serbavamo … per questo ero stato costretto a rivolgermi a Sergei … ignorando che anche lui, nel frattempo, fosse stato assoldato dagli Avvocangeli.
E pensare che lo avevo proposto io … ma non me lo ricordavo.
Era la resa dei conti.
Finalmente.
Mentre il Vecchio Ferla mi parlava di fedeltà, amicizia, Piani Superiori, Bene Supremo e Scelte Fondamentali, io cercavo di capire se mi fossi già “ripreso” dall’anestesia. Le capacità di reazione non mi soddisfacevano ancora, così decisi di attendere.
Il Ferla si rivolgeva alternativamente a me ed Anna speranzoso, forse, di sfruttare la situazione per ottenere un qualche “cedimento”.
Non voleva comprendere, assolutamente, che il Segreto non poteva essere rivelato.
Se lo avessi fatto il Mondo, così come lo conosciamo sarebbe stato sconvolto … definitivamente. E’ vero che il Segreto era sotto gli occhi di tutti ma come tale, era praticamente invisibile. E’ incredibile … il modo migliore per nascondere qualcosa è farlo vedere a tutti. Siamo tutti impegnati a guardare il dito … così non vediamo la Luna. Non so se altri siano a conoscenza del Segreto, ma io decisi di non rivelarlo.
Ho valutato le conseguenze.
Il Segreto doveva restare tale.
Anna era d’accordo.
Il problema, però, sussisteva. Ora conoscevamo di nuovo il Segreto … non so se avremmo resistito. Dovevo trovare una soluzione.
- Allora, amico mio, spero tu abbia deciso di collaborare … questa volta – l’espressione triste del Vecchio mi fece comprendere che la fine era ormai prossima.
A quel punto ricordai che nella mia tasca c’era l’ultima risorsa … la nostra salvezza, ovvero la nostra fine.
Infilai la mano in tasca e con mia somma sorpresa vi riconobbi quella cosa che conoscevo fin troppo bene. La strinsi tra le dita, cercando di non destare l’attenzione dei presenti ed attesi il momento giusto per agire.
* * *
Il momento giusto arrivò quando il Maestro mandò Jack in auto.
Ora Ferla e Sergei erano soli e disarmati.
- Maestro … avvicinati per favore -
Lui protese la faccia verso la mia e, in quel mentre, gli piazzai la fiala di Sarin, così gli sussurrai nell’orecchio, sotto il naso.
- La riconosci? – Lui iniziò a sudare, mentre Sergei non aveva ancora capito niente – ora fai come ti dico … chiama Jack e fallo rientrare … niente scherzi, conosco i vostri “codici” … li ho inventati io -
Quando Jack entrò sembrò sorpreso di vedermi in piedi con un braccio intorno al collo del Maestro.
- Jack … amico mio, getta la pistola e sdraiati sulla poltrona -
- …. Fai come ti dice … è un ordine – fece il Vecchio con voce sempre più flebile.
- Anna, tesoro, assicurati che Jack non lasci la poltrona … -
Dopo che Anna ebbe legato Jack fu la volta di Sergei e ad entrambi fu somministrata una dose di sonnifero per farli stare tranquilli un paio d’ore.
Infine feci sedere il Maestro.
- Vedi amico Ferla … purtroppo esistono cose che non si possono divulgare. Per quanto scorretto e iniquo il nostro sistema sociale non può essere sconvolto, almeno per ora, dalla divulgazione di un tale Segreto. Qualcuno ha iniziato, hanno scritto libri … Best Sellers mondiali … la gente ne è affascinata, ma il fatto che si tratti di romanzi, in qualche modo li rassicura … ma quello che conosco io non è un romanzo, non è un film …. è la realtà … e la Gente, come sai anche tu, non è ancora pronta per la realtà … -
- Mi spiace che tu non capisca .. cos’ farai il loro gioco …. Sai meglio di me quali sono le conseguenze della tua scelta -
- Se tu che non capisci … scusami Ferla … ma non ti rendi proprio conto di cosa stiamo parlando …. Quello che sappiamo Anna ed io non è il solito complotto o la solita scaramuccia politica …. Sto parlando di un qualcosa che …. Se svelato, minerebbe le basi della nostra Cultura, anzi, addirittura ne avrebbe nocumento l’intera Umanità … -
- Ma quando abbiamo fondato la nostra organizzazione non la pensavi così … il Mondo deve essere una Casa di Cristallo, dicevi … un popolo ignorante è più controllabile. Hai visto cosa è accaduto con l’undici settembre? Miliardi di persone letteralmente terrorizzate non riescono a rendersi conto di cosa succede loro intorno ….. sono accecate dalla paura -
- Ricordo cosa dicevo e non lo rinnego … ma almeno questa volta non posso continuare … la gente non è ancora pronta …. Voi non siete pronti ….. neanche io lo ero … stai tranquillo, mio caro Ferla, il Segreto non andrà perduto … non morirà con noi … lo nasconderò agli Uomini per i prossimi cento anni … poi qualcun altro penserà a cosa farne … voi intanto potete usare i vostri strumenti per preparare gli Uomini … addio per sempre -
Appena il sonnifero fece effetto bevvi la mia “medicina”, quella cosa che conoscevo fin troppo bene, dalla fialetta che avevo in tasca e, con un sorriso beffardo mi chiusi alle spalle la porta.
Anna mi abbracciò e ci incamminammo verso la fine di tutta questa storia.
- E’ ora! - dissi.
Diedi un ultimo sguardo al fiume che scorreva placido verso il mare. Le luci della notte tremolavano in mille riflessi sullo specchio d’acqua. Sembravano tanti piccoli demonietti colorati che volavano a pelo d’acqua. Credevo ci fissassero. Li fissai a mia volta. A lungo.
Il pensiero vagava libero. Milioni di ricordi riaffioravano dai gorghi del fiume sotto di noi.
Milioni di immagini si affollavano nella mia mente.
Andammo, insieme …. Per l’ultima volta.
E il segreto rimase per sempre nostro.
E di nessun altro …
[...] Ad ogni modo il viaggio durò, comprese le soste, una decina di giorni ….
* * *
La testa mi scoppiava, gli occhi erano chiusi.
Ero sveglio, ma gli occhi non volevano saperne di aprirsi.
Rimasi qualche minuto in attesa. Ascoltando i rumori provenienti da fuori.
Così mi accorsi di quel respiro.
Un respiro gentile.
Alla mia destra.
Un soffio che cercava, pensai, di passare inosservato …. Di non disturbare.
Feci subito mente locale … ma senza successo.
Non ero solo … realizzai.
Chi c’era vicino a me?
Una donna?
Forse.
Ma non ricordavo. Impossibile non ricordare … dicevo tra me. Ma non ricordavo.
Aprii un occhio. Quello destro.
L’ambiente era tutt’altro che familiare. Aprii entrambi gli occhi.
Guardai meglio.
Dov’ero. Dove sono. Non ricordo.
Solo questo terribile mal di testa. Lancinante. Una lama di coltello. Dolore.
Dove sono. Non lo so.
Mi voltai verso destra. La vidi.
Bellissima. Coi suoi lunghi capelli scuri.
Una dea. Sotto il lenzuolo di seta dormiva senza disturbare, col suo respiro gentile.
Chi era. Non ricordo.
Guardai sotto il lenzuolo. Era nuda. Meravigliosa dea.
Avevamo fatto l’amore? Non lo so. Non lo ricordavo.
Confusione. Terribile smarrimento.
Mi alzai, rivolgendo una lunga occhiata alla mia dea bruna. La donna che avevo sempre sognato. Credo. Non ricordo. Mi avviai verso la porta. La aprii e vidi il bagno. Realizzai di trovarmi in un albergo. La tipica stanza d’albergo. Una mappa di Londra sulla valigia semiaperta. Ero forse a Londra?
Non so. Non ricordo. Nulla.
Mi avvicinai allo specchio e ci guardai dentro.
Vidi uno sguardo freddo, d’automa.
Vidi un uomo, stempiato, sulla quarantina, abbronzato.
Una grossa cicatrice spiccava lungo un tatuaggio.
Una luna e un rettile posti sul cuore.
Come nel sogno che, nitido, tornava alla mente.
Solo che, questa volta, mi bastò qualche minuto per rimettere insieme le idee.
Andai da Anna, la svegliai con un bacio dietro l’orecchio.
Lei emise un brontolio, gentile brontolio … mi sorrise.
La piazza era dominata dalle fantasie barocche verdi e bianche del Palazzo d’Inverno … A volte mi chiedevo come potevano, molti turisti, venire a san Pietroburgo esclusivamente per il Museo …. Alcuni dedicavano l’intero week end al solo Ermitage, anche se, a detta di molti, la visita completa dell’Ermitage può portare via un intera settimana …. adiacente al Palazzo d’Inverno la guglia dorata dell’Ammiragliato, da sempre ottimo punto di orientamento per chi era in città, era il nostro primo obiettivo.
Da lì prendemmo per il monastero Alexander Nevskij, il più antico della città. Dostoevskij, Caikovskij e Rubinstein riposavano lì, nel Cimitero Tikhvin
Ci impiegammo un altro quarto d’ora a raggiungere Tetralnaya Ploshad.
E così il Dr. Rubasciov esisteva davvero … era tutto vero, avevo sognato la realtà … o l’avevo realizzato il sogno?
Forse un deja-vu? Alcuni dicono sia una forma di preveggenza … ma non io.
- Buongiorno Sergei – esordì Anna in un inglese del tutto privo di accento.
- Anna … tesoro – fece lui – Maurizio … so che non ti ricordi di me …. Ma se siete qui significa che la tua attesa è ormai alla fine -
- Possiamo entrare? – chiese lei con un filo d’ansia -
- Ma certo, accomodatevi pure …. Questa è casa vostra -
- Grazie Sergei, non immagini cosa abbiamo passato per arrivare –
- Lo so … invece. Lo so, questo periodo è stato difficile per tutti …. Anche per me – anche la sua voce aveva un misto di preoccupazione, ansia … - Venite pure nel laboratorio … vi faccio strada.
Ci condusse in una sorta di cantina che conteneva due poltrone da dentista, una decina di monitor elettrodi e cavi ovunque. A metà strada tra uno studio medico ed un officina robotica.
- Accomodatevi sulle poltrone … ho bisogno di una dozzina di minuti per inizializzare il processo … -
- Non capisco di cosa stiate parlando … vorrei una spiegazione – dissi a questo punto con tono decisamente alterato … la tipica aggressività propria di chi ha paura … lo sapevo ma non potevo farci niente.
- Maurizio ti prego – mi interruppe Anna
- No …. Ha ragione – il tono rassicurante di Sergei mi fece uno strano effetto, quasi ipnotico – Maurizio ha ragione a non fidarsi di noi … Anna, tesoro mio, prendi, per favore la bambolina che trovi nel secondo cassetto di destra della scrivania sotto la finestra -
Anna afferrò la bambolina.
- Aprila … poi passa la busta a Maurizio -
Presi la busta, la aprii e iniziai a leggere una lettera scritta da …. Maurizio Zafon. Lessi la data 10 giugno … sei mesi fa. Appresi che Anna ed il sottoscritto sarebbero due ex spie che, a causa del “Grande Segreto”, del quale erano venuti entrambi a conoscenza due mesi prima decisero che il Segreto era troppo pericoloso.
A quel punto avremmo deciso di sottoporci al “trattamento” di Sergei per nascondere il Segreto stesso in fondo alle nostre menti. Il nostro incontro, tra me ed Anna, ci avrebbe ricondotto, come in effetti è avvenuto, da Sergei che, a quel punto, ci avrebbe “svelato” di nuovo il Segreto