Si è quel che si è o si è quel che si fa? Il Blog nasce per iniziativa di alcuni Avvocati che hanno voglia, tra l'altro, di parlare della vita e i suoi piaceri ... si fa per dire!!

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lunedì, 08 ottobre 2007

Carissimi amici, purtroppo, in questo periodo gli Avvocangeli sono parecchio incasinati, però pensano sempre a voi. Avvocangelo Fab, ad esempio, ha pensato bene di pubblicare una lettera aperta al Ministro Padoa Schioppa che, sfortunatamente, “La Repubblica” ha pensato di non prendere in considerazione. Buona Lettura


Caro Ministro,

sono uno di quei “Bamboccioni” che attendono con ansia il Vostro cortese e magnanimo aiuto per abbandonare, finalmente direte voi, i caldi ed accoglienti nidi familiari. Certo, le statistiche sono inesorabili: ai giovani Italiani piace restare a casa da mammà fino ai trentacinque anni.

Leggendo giornali e gli autorevoli studi in proposito non vi è spazio alcuno per dubbi.

L'appellativo di “Bamboccione” dovrebbe calzare a pennello.

Perchè offendersi?

Dovrei sentirmi uno stupido ad arrabbiarmi di fronte a questa ennesima mancanza di rispetto nei confronti della mia generazione.

Già, sono romano, ho quasi trentatré anni e, quindi, appartengo proprio a questa generazione di giovani incompiuti di cui tutti parlano e che nessuno conosce veramente.

Una generazione, la mia, che ogni giorno si trova a lottare contro schemi e sistemi messi in piedi da Voi che ancora oggi vi ostinate a decidere per noi.

Voi avete costruito un Paese dove non conta sapere o essere preparati, quanto “avere un Santo in Paradiso”. Clientele e nepotismi sono sotto gli occhi di tutti ma Voi ne siete così assuefatti da trovare normale che il figlio di un Ministro ottenga consulenze da un Ministero. Voi ritenete giusto che si debba avere una raccomandazione per poter lavorare. Voi credete che in tutti gli altri Stati le più importanti catttedre universitarie si tramandino di padre in figlio?

No, mi dispiace.

Non è normale.

Non parlo di giustizia, perchè neanche altrove essa si trova, ma, non potete continuare a farci credere che le storture create dal Vostro sistema siano la giusta regola e che sia solo colpa nostra se non riusciamo ad emergere.

A volte me lo sono chiesto anche io.

Io purtroppo non ho “Santi in Paradiso”. Sono un giovane professionista che cerca di fare da solo ma, appunto per questo, non è omologato al Sistema degli “amici degli amici”. E' solo colpa mia se nessuna grande società si sognerebbe di farmi avere una consulenza? E' solo tutto merito loro se altri le ottengono? E loro ... come fanno loro?

Finchè si resta chiusi tra gli angusti confini del Bel Paese la risposta pare scontata.

Non si può pretendere che il Sistema si adegui ai tuoi voleri, sei tu che devi saper come muoverti nel sistema. A riprova di ciò ci vengono proposte le brillanti carriere del figlio di Tizio o del nipote di Caio, per cui la conclusione è una e una soltanto:”Sono nato nella famiglia sbagliata”.

Quando però si ha la fortuna di uscire dall'Italia e confrontarsi con altre culture, ci si accorge inesorabilmente che: “Noi siamo l'eccezione”.

Un esempio chiarirà il concetto.

Ho avuto la fortuna di vivere qualche tempo a Londra, dove, tra l'altro, ho conosciuto persone provenienti da Francia, Germania e Giappone. Con mia grossa sorpresa ho scoperto che per alcune di queste culture l'idea di trovare un posto di lavoro perchè il Capo dell'Ufficio Risorse Umane è amico del cugino di nostro padre è quasi sconosciuta. Lasciando un curriculum in un qualsiasi Job center londinese ci sono concrete speranze di trovare lavoro entro due settimane.

E allora?

Allora vi potrei raccontare la storia di un ingegnere Italiano che ha trovato lavoro a Milano, presso una società Olandese che lo ha reclutato tramite un Job center d Londra. Potrei intrattenervi con la storia di una persona a me molto cara che deve combattere con l'ottusità del sistema universitario italiano e cercare pubblicazioni all'estero. Oppure vi potrei tediare con le mille storie di giovani promettenti costretti ad emigrare a causa del sistema immobile italiano ... ma credo che questo lo sappiate già.

Siamo ancora sicuri che questa sia una generazione di “Bamboccioni”?

E ancora ... quale generazione era al governo di questo Paese mentre i prezzi delle case andavano alle stelle?

Quale generazione ha creato il sistema per cui ci vogliono anni per liberare una casa affittata?

Quale generazione ha reso “intoccabili” quegli scansafatiche che popolano i nostri uffici pubblici e le nostre aziende trasformando in una specie di mostro il contratto a tempo indeterminato?

E' stata forse la nostra?

Certo che no.

Quindi, caro Ministro è ancora convinto di dover essere Lei ad aiutare questi “Bamboccioni” ad uscire di casa? Pensa davvero che mille euro l'anno siano la soluzione?

Io una soluzione ce l'avrei.

Perchè Lei e quelli della sua generazione non lasciate veramente libero il campo a noi “Bamboccioni”? Perchè non vi fate da parte per lasciarci fare?

Vi potremmo stupire.

Una cosa, però, mi sento di rimproverare a questa mia povera generazione.

Purtroppo noto uno spirito di affranta rassegnazione nei miei coetanei, che preferiscono lavorare in un “call center” per settecento euro al mese, piuttosto che niente.

Purtroppo la mia generazione è una generazione muta.

Non riesce a far sentire la sua voce.

Non trova la forza di ribellarsi a questo stato di cose.

Svegliatevi, ragazzi, quante altre volte sopporterete di essere chiamati “Bamboccioni”?

Partorito dalla mente malata di avvocangeldemon alle ore 16:32 | link | commenti (41)